Vademecum per un castello di sabbia a regola d’arte… anzi di Architetto!


La scorsa settimana ho voluto portare l’attenzione sulla creazione di castelli e sculture di sabbia non solo come mero passatempo, ma come veri e propri capolavori della nostra contemporaneità.

Ma una domanda che forse molti di voi si sono fatti è: poiché tutto ha inizio dalla creazione dei castelli di sabbia, come si costruisce un castello di sabbia perfetto?

Per rispondere a questa curiosità ci viene in soccorso uno dei più famosi architetti dei nostri giorni, Renzo Piano, che ha recentemente dichiarato al “Guardian” di aver iniziato la sua carriera proprio dalla costruzione dei castelli di sabbia.

Creare è sempre stato un piacere per me – felici mani, felice mente – e fare i castelli di sabbia ha allenato la mia fantasia. Ora, in quanto architetto di opere come lo Shard, devo pensare sempre al risultato finale ma prima non ci pensavo, erano cose effimere” (Renzo Piano – intervista al “Guardian”)

Ecco come procedere per la costruzione di un ottimo castello di sabbia:

1. Prima di tutto deve esserti chiaro che costruire un castello di sabbia è un’operazione totalmente inutile. Non aspettarti troppo; è destinato a scomparire per il semplice fatto che non c’è un punto in cui costruirlo abbastanza lontano dal mare. La relazione del castello di sabbia con l’acqua è, però, più importante di quanto sembri. Studia le onde e decidi dove posizionarlo – se troppo vicino alla battigia il mare lo distruggerà, ma se lo fai troppo lontano non avrai l’acqua con la quale interagire. Sembra un po’ complicato ma è semplice, devi agire d’istinto.

2. Inizia a scavare un fossato proprio dove le onde hanno inumidito la sabbia. Usa le tue mani. Poi usa la sabbia per creare il centro del castello, che sembrerà all’inizio una montagnetta con un’inclinazione, più o meno, di 45°. Non scavare troppo a fondo: il fossato non dovrebbe superare i 30 cm di profondità e i 45 di larghezza. Il castello dovrebbe essere alto circa 60 cm.

3. Crea un passaggio per l’acqua: il momento più magico è quando le onde iniziano ad entrare nel tuo castello e il canale diventa un vero fossato. Se hai trovato la giusta posizione per costruire la tua opera, potrai osservare l’acqua entrare e uscire ogni 10-15 minuti. Per catturare l’immagine nella tua memoria più facilmente, chiudi gli occhi quando l’onda fa il suo ingresso.

4. Metti una bandierina o qualsiasi cosa capito a tiro sulla cima del tuo castello: questo servirà a renderlo visibile per le persone che camminano sulla spiaggia. Poi torna a casa e non pensarci più.
(Fonte Huffington Post)

E voi la pensate come Renzo Piano?

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“Amor Arena”

Come ogni anno con l’arrivo dell’estate si inizia a pensare alle vacanze: molti scelgono le località di mare per passare i mesi estivi tra sole, tuffi in acqua e… sabbia.

Ebbene è proprio la sabbia la protagonista di ogni estate (e non solo!): infatti è grazie alla sabbia che vengono realizzati i castelli che dominano le rive del nostro bel Paese.

Chi di noi da piccolo non ha mai fatto un castello di sabbia? Credo che tutti, almeno una volta nella nostra vita, abbiamo provato questa esperienza. C’è chi riusciva a realizzare delle piccole fortezze e chi invece solo un castello mezzo rotto; ma sappiate che tutto ciò non è solo un passatempo da bambini.

Ogni anno si organizzano delle vere e proprie mostre e competizioni per eleggere la scultura di sabbia  (sia essa un castello o una scena figurativa) più bella della stagione!

Quest’anno si terrà a Cervia dall’8 al 10 agosto, la 18° edizione del “World Master di Sculture di Sabbia“: un’occasione unica per far riscoprire a tutti i partecipanti provenienti da vari Paesi, il gusto della semplicità tipica dei bambini.

Manifestazioni come quella di Cervia attirano molti curiosi ed appassionati tant’è che si è arrivati ad estendere questo appuntamento anche al mese di Dicembre, con le mostre realizzate con i più bei presepi creati interamente con la sabbia!

Una tradizione che sin da piccoli facciamo nostra e che con il passare del tempo trasformiamo in una vera passione, forma di espressione del nostro essere.

E voi cosa ne pensate? Considerate questi capolavori come tali?

 

Spiaggia High-Tech

Finalmente è arrivata l’estate e con essa anche le novità legate alla nuova stagione balneare.

Quest’anno si parlerà di spiagge high-tech, grazie al nuovo servizio offerto sulle coste dell’Adriatico, dove la Riviera diverrà smart!

L’innovazione, che prende il via dalla riviera delle palme, ha tre caratteristiche che la contraddistingue:

– possibilità di ricaricare il cellulare direttamente sotto l’ombrellone grazie ad una presa usb (Charge your Smartphone);

– possibilità di ordinare un cocktail e un panino direttamente dal proprio lettino grazie all’apposita app (GetEat);

– possibilità di avere ombrelloni con un sistema per l’apertura e la chiusura a distanza (Open your beach).

Sono questi i nuovi servizi creati dalla start up marchigiana Astra Technologies fondata dall’ingegnere edile Fabio Traini, 29 anni, e dai fratelli Daniele e Cristiano Ascani (ingegnere biomedico
di 29 anni il primo, ingegnere informatico di 25 anni il secondo), che da quest’estate sarà presente in una ventina di strutture tra Marche, Abruzzo ed Emilia-Romagna.

La tecnologia ci accompagna anche in vacanza, anzi arriverà quasi fino a farsi un tuffo insieme a noi.

Personalmente trovo molto piacevole questa idea che fonde lo spirito intraprendente ed imprenditoriale giovanile con la quotidianità che sta diventando sempre più high-tech.

Forse, però, stiamo diventando sempre più tecnologico-dipendenti? Voi cosa ne pensate? 

Artista e Collezionista: febbre per l’arte o il mercato?

Danh Vo, artista di origini vietnamita (classe 1975), già da tempo ci ha abituato a far parlare di sé per le sue opere d’arte e le mostre lui dedicate in giro per il mondo.

La sua fama è cresciuta tanto da fargli scalare moltissime posizioni nelle classifiche delle vendite all’asta: le opere preferite sul mercato sono le sue scatole di cartone, spesso di birra, usate e coperte d’oro, che arrivano a superare i 500mila dollari.

Ma non è l’unico motivo che lo porta alla ribalta nella cronaca: infatti, fatto recente, è la sua diatriba con il collezionista Bert Kreuk, uno dei suoi più affezionati “clienti”, che lo ha denunciato circa due anni fa.

L’accusa è quella di non aver mai consegnato un’opera commissionata (e pagata 350mila dollari) da parte del miliardario per una grande mostra della sua collezione. L’opera in questione doveva essere una grande installazione in una sala riempita delle sue famose scatole. Ma a pochi giorni dalla mostra il collezionista ha visto recapitarsi una sola opera.

L’artista si difende affermando che era convinto che il collezionista avrebbe voluto speculare sulle sue opere, facendo saltare i valori di mercato.

Il rischio è comprensibile, come lo è il timore dell’artista, che è parte di quella generazione di giovani i cui lavori vengono comprati e rivenduti all’asta con estrema fretta e con altissimi rincari.

A conferma dei sospetti e a far pendere un po’ la bilancia a favore dell’artista il fatto che, nel bel mezzo di questa battaglia, il collezionista ha messo in vendita in un’asta da Sotheby’s una delle scatole di Vo, ottenendo circa 700mila dollari, 14 volte il prezzo del 2013.

Nonostante le sentenze lo obblighino a completare l’opera commissionatagli, Danh Vo ha dichiarato di non aver nessuna intenzione di eseguire il lavoro, anzi ha fatto capire che preferirebbe pagare la multa (che ammonta a 10mila dollari per ogni giorno di ritardo fino ad un massimo di 350mila dollari), piuttosto che portare a termine l’opera.

Arte e mercato sono da sempre facce della stessa medaglia, soprattutto nella creazione contemporanea dove ormai si ha la convinzione che sia il mercato a fare l’arte e non il contrario. Si sta forse ora perdendo il vero valore dell’arte, acquistando opere non per gusto o emozioni ma per mero valore economico, come se si trattasse di gioielli da esporre, manifestazione di uno stato patrimoniale cospicuo e solido.

E voi, cosa ne pensate?

Il pensiero pensante

Il pensiero è sempre di più considerato qualcosa di astratto: esprimere le proprie idee, le proprie opinioni, aprire un dibattito riguardo a tutto ciò che ci circonda, sembra essere oggi passato di moda.

Riscoprire il gusto di commentare, di opinare, semplicemente di esprimersi, è quello che con questo blog voglio cercare di fare.

Saranno proposti vari argomenti, esprimerò la mia opinione ma soprattutto vorrò sapere la vostra: Grillintesta è lo spazio di tutti, è la piazza dove ci si può confrontare, dove si possono condividere idee, sensazioni, emozioni.

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Grillintesta – 
dove il pensiero è di casa!