All Hallows’ Eve

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Domani è il 31 ottobre e come ogni anno ricorre la festività di Halloween: ma conosciamo davvero la sua storia? Ripercorriamola brevemente insieme.

La parola Halloween rappresenta una variante scozzese del nome completo All Hallows’ Eve, cioè la notte prima di Ognissanti (in inglese arcaico All Hallows’ Day, moderno All Saints’ Day). Sebbene il sintagma All Hallows si ritrovi in inglese antico (ealra hālgena mæssedæg, giorno della messa di tutti i Santi), All Hallows’ Eve non è attestato fino al 1556.

La storia di questa festa risale a tempi remoti. Lo storico Nicholas Rogers, ricercando le origini di Halloween, nota che mentre alcuni studiosi hanno rintracciato le sue origini nella festa romana dedicata a Pomona – dea dei frutti e dei semi – o nella festa dei morti chiamata Parentalia, Halloween viene più tipicamente collegata alla festa celtica di Samhain, originariamente scritto Samuin. Il nome della festività, mantenuto storicamente dai Gaeli e dai Celti nell’arcipelago britannico, deriva dall’antico irlandese e significa approssimativamente “fine dell’estate”.
La tesi della derivazione di Halloween da Samhain fu sostenuta da due celebri studiosi di fine Ottocento, Rhŷs e Frazer: secondo il calendario celtico in uso 2000 anni fa tra i popoli dell’Inghilterra, dell’Irlanda e della Francia settentrionale, infatti, “l’anno nuovo” iniziava proprio il 31 Ottobre.
Nell’840, inoltre, la festa di Ognissanti fu ufficialmente istituita il 1º novembre durante il pontificato di Gregorio IV: probabilmente questa scelta era intesa a creare una continuità col passato, sovrapponendo la nuova festività cristiana a quella più antica; a conferma di ciò, Frazer osservava che, in precedenza, Ognissanti veniva già festeggiato proprio in Inghilterra proprio il 1º novembre.
Tuttavia lo storico Hutton mise in discussione questa tesi, osservando come Ognissanti venisse celebrato da vari secoli (prima di essere festa di precetto), in date discordanti nei vari paesi: la più diffusa era il 13 maggio, in Irlanda (paese di cultura celtica) era il 20 aprile, mentre il 1º novembre era una data diffusa solo in Inghilterra e Germania.
Ma in cosa consisteva questa festa? Secondo l’Oxford Dictionary of English folklore “Samhain era un tempo per raduni festivi e nei testi medievali irlandesi e quelli più tardi del folclore irlandese, gallese e scozzese gli incontri soprannaturali avvengono in questo giorno, anche se non c’è evidenza che fosse connesso con la morte in epoca precristiana, o che si tenessero cerimonie religiose pagane”. L’associazione centrale col tema della morte sembra affermarsi, quindi, in un periodo successivo e appare evidente nella più recente evoluzione anglosassone della festa con le sue maschere macabre.
Dopo che il protestantesimo ebbe interrotto la tradizione di Ognissanti, in ambito anglosassone si continuò a celebrare Halloween come festa laica; in particolare negli USA, a partire dalla metà dell’Ottocento, tale festa si diffuse (specialmente a causa dell’immigrazione irlandese) fino a diventare, nel secolo scorso, una delle principali festività statunitensi.
Negli ultimi anni la festività di Halloween ha assunto carattere consumistico, con un oscuramento progressivo dei significati originari. Festeggiamenti che durano interi weekend sono ormai tipici in tutti gli stati di influenza anglofona. Così in USA, Irlanda, Australia e Regno Unito, Halloween viene
festeggiato come una “festa del costume”, dove party in maschera e festeggiamenti tematici superano il tipico valore tradizionale del “dolcetto o scherzetto”, per dar vita ad una nuova tradizione di divertimento, tipica di una gioventù cresciuta.

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Studio e Confronto: Prato per l’arte contemporanea italiana

Si è concluso lo scorso 27 settembre a Prato il Forum dell’arte contemporanea italiana.

Con 42 coordinatori, 400 relatori e oltre 1000 presenze il Forum si è rivelato uno dei più importanti e prolifici contenitori di condivisione e di pensiero inerente il mondo dell’arte nella sua accezione contemporanea: studio e confronto il file rouge dell’intera iniziativa!

Organizzata dal Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, la prima edizione di questa significativa quanto importante esperienza di condivisione, ha coinvolto tutti gli operatori del settore, chiamati proprio a Prato per fare il punto sulle criticità del “sistema arte in Italia” e sulle difficoltà per l’arte italiana ad affermarsi sul piano internazionale.

Il Forum si è avvalso di un comitato promotore di tutto rispetto, formato da Ilaria BonacossaAnna DaneriCesare PietroiustiPierluigi Sacco insieme a Fabio Cavallucci, direttore del Centro Pecci, e si è strutturato in tavoli di lavoro formati da un coordinatore e da vari relatori, che a partire da una serie di questioni e temi definiti hanno elaborato nuove proposte e soluzioni.

A conclusione dei lavori è fortemente emerso ancora un grande punto interrogativo sulla volontà concreta del sistema attuale dell’arte italiana di ripensare se stesso e modificarsi, di attivare un possibile cambiamento partendo da una destrutturazione e uno scardinamento delle regole interne.

Per avere tutte le informazioni sulle tematiche trattate, oltre che la possibilità di avere approfondimenti e relazioni, vi consiglio caldamente di visitare il sito ufficiale http://www.forumartecontemporanea.it