Un ladro si aggira nelle nostre strade…

Da domenica in prima serata su Italia 1 torna (in anteprima mondiale) uno degli sceneggiati d’animazione più noti e cari ai telespettatori di ogni età: Lupen III – L’avventura Italiana!

L’ultima avventura (quarta serie) del più famoso ladro gentiluomo al Mondo, infatti, è interamente ambientata in Italia e nella Repubblica di San Marino, dove sarà alle prese con la corruzione che regna nel mondo del calcio e della politica: questo nuovo capitolo segna un passo importante per la sua fama di ladro a caccia dei più bei tesori dell’umanità.

Lupin III debutta il 10 agosto 1967 sulle pagine di Weekly Manga Action, una rivista settimanale della Futabasha. Il suo autore è Kazuhiko Katō, un mangaka che diventerà famoso col nome d’arte di Monkey Punch. Katō non crea un personaggio ex novo, ma si rifà ad Arsenio Lupin, il protagonista dei racconti e romanzi di Maurice Leblanc, molto amato in Giappone. Il suo Lupin è, infatti, il nipote del celebre ladro gentiluomo.

Il tratto di Monkey Punch è fresco, dinamico e accattivante; le storie che crea sono molto avvincenti e già in linea con quello che Lupin III diverrà in futuro. Per le ricorrenti allusioni sessuali, il manga è rivolto a un pubblico adulto, più precisamente agli universitari. Ma, esattamente per lo stesso motivo, è tra i liceali che suscita il maggior entusiasmo. La prima serie cartacea di Lupin III prosegue sino al maggio 1969. Due anni dopo inizia la pubblicazione della serie “Shin bōken” (“Nuove avventure“), che prosegue fino all’aprile 1972. Le due serie saranno poi raccolte in un’unica edizione di tankōbon e quindi saranno considerate entrambe come la “prima serie” di Lupin III.

La produzione continua fino al 2013 quando è uscito sulla rivista “Shōnen Sunday Super” un manga diviso in tre capitoli intitolato “Rupan Sansei VS Meitantei Conan” (“Lupin III VS Detective Conan“), tratto dall’omonimo film animato per la televisione (2009) che funge da crossover con la serie Detective Conan di Gōshō Aoyama. Esso è disegnato, infatti, da Yutaka Abe e Denjirō Maru, autori anche di alcuni volumi di “Detective Conan Special Cases”, ed è pubblicato da Shogakukan, la casa editrice di “Detective Conan”, e non da Futabasha, quella di Lupin III.

In Italia la pubblicazione delle avventure di Lupin inizia nel 1994 per poi proseguire negli anni successivi: la differenza rispetto all’originale giapponese è legata soprattutto alla mancanza di alcuni episodi di ogni serie, che risultano, così, “tronche”.

Vi sono anche fumetti di Lupin III realizzati in Italia. La prima storia, intitolata “Alis Plaudo”, scritta dai Kappa Boys e disegnata da Monkey Punch, esce su Kappa Magazine nº 22 dell’aprile 1994. In seguito la Kappa Edizioni pubblica fumetti su Lupin III realizzati dai Kappa Boys e da altri autori italiani: il primo, intitolato Lupin III – Il violino degli Holmes è pubblicato nel novembre 1999, a cui segue una serie di 10 albi intitolata Lupin III Millennium, pubblicata fra il 2001 e il 2007.

E voi, siete pronti a seguirlo numerosi per le vie delle nostre città?

Intanto, nell’attesa, gustatevi la nuovissima colonna sonora cantata, in Italia, dal rapper Moreno insieme a Giorgio Vanni.

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Tormentone 2015? Si grazie!

L’estate 2015 si sta avviando a conclusione: con la fine del mese di agosto si inizia a pensare alla nuova stagione che segna definitivamente la fine della grande parentesi estiva e la ripresa di ogni attività.

Ma ancora oggi si parla del tormentone estivo, colonna sonora di ogni estate! Ma quale è, o è stato, il tormentone di questa estate 2015?

Varie le proposte avanzate in risposta a questa domanda. Uno dei primi dati certi riguarda la canzone di Jovanotti “L’estate addosso” che è stata la più trasmessa alla radio (classifica EarOne), sbaragliando le altre hit in lizza e conquistando, così, il disco d’oro (e forse a breve anche quello di platino) oltre che l’estate 2015.

Ma non è stata l’unica canzone ad aver avuto successo: “Maria Salvador” di J-Ax è stata ad un passo dalla vittoria, mentre altri pezzi hanno goduto di fama mondiale come la hit  “El perdon” di Enrique Iglesias e Nicky Jam, non riuscendo, però, a raggiungere la vetta nel nostro Paese.

Assai apprezzate sono state anche “El mismo sol” di Alvaro Soler; “Buon Viaggio” di Cesare Cremonini; “Sugar” dei Maroon 5; “Cheerleader” di Omi; “Fuori c’è il sole” di Lorenzo Fragola; “Everityme” dei The Kolors.

E voi quale hit considerate la vostra colonna sonora di questa estate 2015?

Feriae Augusti

Anche quest’anno il Ferragosto è alle porte…vacanze, feste in spiaggia, fuochi d’artificio, insomma una festa che dura tutta la notte per festeggiare il 15 di agosto!

Ma quanti veramente sanno cosa si festeggia a Ferragosto? Facciamo un po’ di ordine.

La festività nota con il nome di “Ferragosto” risale all’antica Roma: infatti il termine deriva dalla locuzione latina feriae Augusti (letteralmente “il riposo di Augusto”), scelta dal Senato Romano in onore di Ottaviano Augusto, primo imperatore romano, da cui prende il nome lo stesso mese di agosto (prima detto sextilis).

Era un periodo di riposo e di festeggiamenti istituito dall’imperatore stesso nel 18 secolo a. C., che traeva origine dalla tradizione dei Consualia, feste che celebravano la fine dei lavori agricoli, dedicate a Conso che, nella religione romana, era il dio della terra e della fertilità. In tutto l’Impero si organizzavano feste e corse di cavalli, e gli animali da tiro, inutilizzati per i lavori nei campi, venivano adornati di fiori. Inoltre, era usanza che, in questi giorni, i contadini facessero gli auguri ai proprietari dei terreni, ricevendo in cambio una mancia.

Cola dell'Amatrice

Cola dell’Amatrice

Come da tradizione per la nascente religione cristiana, la ricorrenza fu poi assimilata dalla Chiesa cattolica (che poteva così utilizzare un “rito” già noto alle popolazioni, svuotandolo del suo significato pagano e colmandolo con quello cristiano): intorno al VII secolo, si iniziò a celebrare l’Assunzione di Maria, festività che fu fissata proprio il 15 agosto.

Tiziano

Tiziano

Il dogma dell’Assunzione fu proclamato però successivamente, il 1 novembre del 1950 da Papa Pio XII con la Costituzione Apostolica Munificentissimus Deus (Dio generosissimo): Pertanto, dopo avere innalzato ancora a Dio supplici istanze, e avere invocato la luce dello Spirito di Verità, a gloria di Dio onnipotente, che ha riversato in Maria Vergine la sua speciale benevolenza a onore del suo Figlio, Re immortale dei secoli e vincitore del peccato e della morte, a maggior gloria della sua augusta Madre e a gioia ed esultanza di tutta la Chiesa, per l’autorità di nostro Signore Gesù Cristo, dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e Nostra, pronunziamo, dichiariamo e definiamo essere dogma da Dio rivelato che: l’Immacolata Madre di Dio sempre Vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo. Perciò, se alcuno, che Dio non voglia, osasse negare o porre in dubbio volontariamente ciò che da Noi è stato definito, sappia che è venuto meno alla fede divina e cattolica.”
Con queste parole il Papa sancisce l’Assunzione della Vergine in Cielo, in anima e corpo, alla fine della sua vita terrena.

Nasce così la festività dell’Assunzione della Vergine, meglio nota come Ferragosto, che oggi ha assunto anche connotazioni prettamente laiche, sul solco, però, della tradizione cristiana.

E ora non vi resta che festeggiare, domani, come meglio credete! Grillintesta vi augura buon ferragosto e se vorrete lasciare un commento o mettere un “mi piace” non potete che farci contenti!

Vademecum per un castello di sabbia a regola d’arte… anzi di Architetto!


La scorsa settimana ho voluto portare l’attenzione sulla creazione di castelli e sculture di sabbia non solo come mero passatempo, ma come veri e propri capolavori della nostra contemporaneità.

Ma una domanda che forse molti di voi si sono fatti è: poiché tutto ha inizio dalla creazione dei castelli di sabbia, come si costruisce un castello di sabbia perfetto?

Per rispondere a questa curiosità ci viene in soccorso uno dei più famosi architetti dei nostri giorni, Renzo Piano, che ha recentemente dichiarato al “Guardian” di aver iniziato la sua carriera proprio dalla costruzione dei castelli di sabbia.

Creare è sempre stato un piacere per me – felici mani, felice mente – e fare i castelli di sabbia ha allenato la mia fantasia. Ora, in quanto architetto di opere come lo Shard, devo pensare sempre al risultato finale ma prima non ci pensavo, erano cose effimere” (Renzo Piano – intervista al “Guardian”)

Ecco come procedere per la costruzione di un ottimo castello di sabbia:

1. Prima di tutto deve esserti chiaro che costruire un castello di sabbia è un’operazione totalmente inutile. Non aspettarti troppo; è destinato a scomparire per il semplice fatto che non c’è un punto in cui costruirlo abbastanza lontano dal mare. La relazione del castello di sabbia con l’acqua è, però, più importante di quanto sembri. Studia le onde e decidi dove posizionarlo – se troppo vicino alla battigia il mare lo distruggerà, ma se lo fai troppo lontano non avrai l’acqua con la quale interagire. Sembra un po’ complicato ma è semplice, devi agire d’istinto.

2. Inizia a scavare un fossato proprio dove le onde hanno inumidito la sabbia. Usa le tue mani. Poi usa la sabbia per creare il centro del castello, che sembrerà all’inizio una montagnetta con un’inclinazione, più o meno, di 45°. Non scavare troppo a fondo: il fossato non dovrebbe superare i 30 cm di profondità e i 45 di larghezza. Il castello dovrebbe essere alto circa 60 cm.

3. Crea un passaggio per l’acqua: il momento più magico è quando le onde iniziano ad entrare nel tuo castello e il canale diventa un vero fossato. Se hai trovato la giusta posizione per costruire la tua opera, potrai osservare l’acqua entrare e uscire ogni 10-15 minuti. Per catturare l’immagine nella tua memoria più facilmente, chiudi gli occhi quando l’onda fa il suo ingresso.

4. Metti una bandierina o qualsiasi cosa capito a tiro sulla cima del tuo castello: questo servirà a renderlo visibile per le persone che camminano sulla spiaggia. Poi torna a casa e non pensarci più.
(Fonte Huffington Post)

E voi la pensate come Renzo Piano?