Misericordiae Vultus

Martedì 8 dicembre si aprirà a Roma, nella Basilica papale di San Pietro, la porta Santa della Misericordia.

Sarà l’avvio di un anno straordinario per la Chiesa universale sparsa su tutto il globo terrestre: gli avvenimenti di quest’anno, che hanno violentemente scosso i nostri animi urtandone le sensibilità, saranno chiamati a ritrovare la pace grazie alla misericordia di Dio

Così Papa Francesco vuole dare un segno forte all’umanità, tant’è che per la prima volta dopo più di 700 anni di storia giubilare, ogni vescovo di ogni diocesi potrà aprire una porta Santa della misericordia, per permettere a tutti di attraversale e se profondamente pentiti, di ottenere l’indulgenza.

E voi che cosa ne pensate di questo Giubileo straordinario della Misericordia?

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All Hallows’ Eve

Cari followers eccomi ritornato! Scusate la mia assenza ma la vita reale spesso ti porta a dover lasciare il pensiero a casa, ma ci siamo. Grillintesta torna in campo con un nuovo articolo!

Domani è il 31 ottobre e come ogni anno ricorre la festività di Halloween: ma conosciamo davvero la sua storia? Ripercorriamola brevemente insieme.

La parola Halloween rappresenta una variante scozzese del nome completo All Hallows’ Eve, cioè la notte prima di Ognissanti (in inglese arcaico All Hallows’ Day, moderno All Saints’ Day). Sebbene il sintagma All Hallows si ritrovi in inglese antico (ealra hālgena mæssedæg, giorno della messa di tutti i Santi), All Hallows’ Eve non è attestato fino al 1556.

La storia di questa festa risale a tempi remoti. Lo storico Nicholas Rogers, ricercando le origini di Halloween, nota che mentre alcuni studiosi hanno rintracciato le sue origini nella festa romana dedicata a Pomona – dea dei frutti e dei semi – o nella festa dei morti chiamata Parentalia, Halloween viene più tipicamente collegata alla festa celtica di Samhain, originariamente scritto Samuin. Il nome della festività, mantenuto storicamente dai Gaeli e dai Celti nell’arcipelago britannico, deriva dall’antico irlandese e significa approssimativamente “fine dell’estate”.
La tesi della derivazione di Halloween da Samhain fu sostenuta da due celebri studiosi di fine Ottocento, Rhŷs e Frazer: secondo il calendario celtico in uso 2000 anni fa tra i popoli dell’Inghilterra, dell’Irlanda e della Francia settentrionale, infatti, “l’anno nuovo” iniziava proprio il 31 Ottobre.
Nell’840, inoltre, la festa di Ognissanti fu ufficialmente istituita il 1º novembre durante il pontificato di Gregorio IV: probabilmente questa scelta era intesa a creare una continuità col passato, sovrapponendo la nuova festività cristiana a quella più antica; a conferma di ciò, Frazer osservava che, in precedenza, Ognissanti veniva già festeggiato proprio in Inghilterra proprio il 1º novembre.
Tuttavia lo storico Hutton mise in discussione questa tesi, osservando come Ognissanti venisse celebrato da vari secoli (prima di essere festa di precetto), in date discordanti nei vari paesi: la più diffusa era il 13 maggio, in Irlanda (paese di cultura celtica) era il 20 aprile, mentre il 1º novembre era una data diffusa solo in Inghilterra e Germania.
Ma in cosa consisteva questa festa? Secondo l’Oxford Dictionary of English folklore “Samhain era un tempo per raduni festivi e nei testi medievali irlandesi e quelli più tardi del folclore irlandese, gallese e scozzese gli incontri soprannaturali avvengono in questo giorno, anche se non c’è evidenza che fosse connesso con la morte in epoca precristiana, o che si tenessero cerimonie religiose pagane”. L’associazione centrale col tema della morte sembra affermarsi, quindi, in un periodo successivo e appare evidente nella più recente evoluzione anglosassone della festa con le sue maschere macabre.
Dopo che il protestantesimo ebbe interrotto la tradizione di Ognissanti, in ambito anglosassone si continuò a celebrare Halloween come festa laica; in particolare negli USA, a partire dalla metà dell’Ottocento, tale festa si diffuse (specialmente a causa dell’immigrazione irlandese) fino a diventare, nel secolo scorso, una delle principali festività statunitensi.
Negli ultimi anni la festività di Halloween ha assunto carattere consumistico, con un oscuramento progressivo dei significati originari. Festeggiamenti che durano interi weekend sono ormai tipici in tutti gli stati di influenza anglofona. Così in USA, Irlanda, Australia e Regno Unito, Halloween viene
festeggiato come una “festa del costume”, dove party in maschera e festeggiamenti tematici superano il tipico valore tradizionale del “dolcetto o scherzetto”, per dar vita ad una nuova tradizione di divertimento, tipica di una gioventù cresciuta.

Studio e Confronto: Prato per l’arte contemporanea italiana

Si è concluso lo scorso 27 settembre a Prato il Forum dell’arte contemporanea italiana.

Con 42 coordinatori, 400 relatori e oltre 1000 presenze il Forum si è rivelato uno dei più importanti e prolifici contenitori di condivisione e di pensiero inerente il mondo dell’arte nella sua accezione contemporanea: studio e confronto il file rouge dell’intera iniziativa!

Organizzata dal Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, la prima edizione di questa significativa quanto importante esperienza di condivisione, ha coinvolto tutti gli operatori del settore, chiamati proprio a Prato per fare il punto sulle criticità del “sistema arte in Italia” e sulle difficoltà per l’arte italiana ad affermarsi sul piano internazionale.

Il Forum si è avvalso di un comitato promotore di tutto rispetto, formato da Ilaria BonacossaAnna DaneriCesare PietroiustiPierluigi Sacco insieme a Fabio Cavallucci, direttore del Centro Pecci, e si è strutturato in tavoli di lavoro formati da un coordinatore e da vari relatori, che a partire da una serie di questioni e temi definiti hanno elaborato nuove proposte e soluzioni.

A conclusione dei lavori è fortemente emerso ancora un grande punto interrogativo sulla volontà concreta del sistema attuale dell’arte italiana di ripensare se stesso e modificarsi, di attivare un possibile cambiamento partendo da una destrutturazione e uno scardinamento delle regole interne.

Per avere tutte le informazioni sulle tematiche trattate, oltre che la possibilità di avere approfondimenti e relazioni, vi consiglio caldamente di visitare il sito ufficiale http://www.forumartecontemporanea.it

 

La tomba di Monna Lisa Gherardini del Giocondo è qui!

Ciao a tutti amici di Grillintesta, ben ritrovati per il nostro consueto appuntamento del venerdì.

Oggi torniamo a parlare di storia, arte e nuove scoperte: è infatti di ieri la notizia del presunto ritrovamento delle ossa di Monna Lisa Gherardini del Giocondo, meglio nota come la Gioconda, celebre opera di Leonardo.

Silvano Vinceti, coordinatore del Comitato per la valorizzazione dei Beni storici e culturali in Italia, ha evidenziato la quasi completa certezza che i resti trovati nella chiesa di Sant’Orsola, a Firenze, siano proprio di Monna Lisa Gherardini del Giocondo: a dimostrarlo sono, infatti, sia i dati archeologici che quelli antropologici e storici.
Difatti uno dei tre reperti ossei prelevati dalla cripta del monastero si è rivelato compatibile con il periodo di morte di Lisa (1542) e in futuro potrà essere confrontato con il Dna dei figli.

“La sicurezza che alcuni dei resti esaminati siano di Lisa non la diamo – ha precisato Vinceti – ma la probabilità è altissima“. Certo è che, come ha spiegato Giorgio Gruppioni dell’Università di Bologna, al momento non è possibile procedere con l’esame del Dna con le tecniche disponibili attualmente; per questo confronto bisognerà attendere lo sviluppo tecnologico dei prossimi anni. In particolare i resti dei figli che furono trovati nella chiesa di Santissima Annunziata sono, ad oggi, troppo degradati dalle alluvioni dell’Arno e non danno filamenti di Dna sufficienti per eventuali esami di raffronto con i resti ossei trovati in Sant’Orsola.

Non ci resta, quindi, che aspettare ma di sicuro possiamo almeno sognare! 

Apple week a portata di click…anzi di touch!

Quella appena trascorsa è stata la Apple week: milioni di utenti hanno atteso questa settimana, ed in particolare il 16 settembre, per scoprire le ultime novità di casa Apple.

Sono stati, infatti, presentati gli ultimi device (tra cui iPhone 6s, IPhone 6s Plus, Ipad Pro e Apple tv) oltre che l’ultimo sistema operativo IOS 9.

Molti si sono sentiti soddisfatti delle innovazioni tecnologiche apportate, altri un po’ meno: quello che sicuramente salta agli occhi è la continua attesa, forse dipendenza, dalla tecnologia, che ci porta continuamente e costantemente ad aggiornarci sul mondo delle nuove tecnologie, fino ad arrivare alla corsa all’ultimo telefonino di grido, oggi elevato a status symbol.

Personalmente trovo molto interessante ed appassionante il mondo della tecnologia in tutte le sue sfaccettature ma, come si dice, il troppo stroppia: un conto è la passione un conto la dipendenza. Con la giusta moderazione si può godere appieno di tutto ciò che la vita ha da offrire a ciascuno di noi!

Voi cosa ne pensate?

Federico Marchesini: colore, animo, passione

Ciao a tutti cari amici di “Grillintesta – dove il pensiero è di casa” e ben ritrovati qui sul mio blog.

Oggi, come ogni venerdì sono qui a scrivere un nuovo articolo per tutti voi che mi seguite e che non smetterò mai di ringraziare: siete in tanti e questo non può che riempirmi di orgoglio.

Questo nuovo post, però, oggi lo voglio dedicare ad un artista che ho avuto il piacere e il privilegio di conoscere e che ora sta osservando il mondo da lassù continuando a creare la sua arte “spirituale”.

Voglio ricordarlo qui con il testo critico che scrissi per lui (fu la mia prima esperienza sul campo che potei fare grazie a lui) che spero possa al meglio esprimere l’arte e l’essere artista, oltre che uomo, di Federico Marchesini.

“Dopo la partecipazione alla Biennale di Genova, conclusasi il 6 Luglio u.s., prima di dedicarsi alla personale presso l’Aeroporto Internazionale dell’Umbria San Francesco d’Assisi di Perugia e di partecipare alla Florence Biennale, Federico Marchesini torna, con la sua arte, ad esporre nella sua città in occasione del Todi Festival, con una mostra dal titolo “Tra Sacro e Profano”, tema caro all’artista stesso che ha già riscontrato particolare interesse nella personale di Terni (presso il Museo Diocesano e Capitolare) dello scorso Aprile.
L’arte di Federico Marchesini andrebbe definita “vera Arte”, per intenderci quella con la “A” maiuscola. Nelle sue opere è racchiusa tutta la meditazione dell’artista nei confronti dell’esistenza espressa attraverso le sue creazioni: la scoperta del supporto, il suo studio, la successiva esplosione delle emozioni e di quel sentimento che porta l’artefice ad assaporare ogni potenzialità dell’oggetto fino a prefigurarsi già il risultato finale.
Quello che subito colpisce chi guarda i suoi lavori è il continuo ripresentarsi di un modulo che, pur variando di opera in opera, si ripete continuamente in essa, quasi a voler celare allo spettatore ciò che è raffigurato oltre a quella fitta policromia che è la visione tangibile del sentimento, dell’emozione, della pulsione creativa del pittore. Infatti la novità apportata da Federico è proprio in questo nuovo linguaggio dell’arte contemporanea che pur corteggiando le avanguardie conserva ancora il richiamo alla tradizione attraverso la rappresentazione della figuratività umana, presente nella quasi totalità dei suoi lavori. Il visitatore è quindi portato a scrutare l’operato dell’artista nella sua interezza, con lo scopo di comprenderne “l’inganno”, guidando l’occhio alla penetrazione dell’anima per giungere all’essenza della rappresentazione umana stessa, raffigurata nel pieno della sua contemplazione (esistenziale) caratterizzata dalla costante presenza degli occhi chiusi: questo perché la vera riflessione non è da ricercarsi in qualcosa che è all’esterno ma in ciò che è in ognuno di noi, nella nostra stessa anima.
Mi sembra lecito definire questo linguaggio innovativo in quanto ho potuto constatare con mano la sua forte comprensione e il suo totale apprezzamento: non solo tra gli addetti ai lavori, coloro che chiamiamo esperti, ma soprattutto tra gli appassionati, i curiosi, i titubanti e i “distratti” che popolano, assai numerosi, il mondo dell’arte. È a loro che l’Artista deve cerca di approdare, perché è a loro che deve trasmettere, anzi suscitare, emozioni e riflessioni. Credo che questo sia il vero scopo che l’Artista deve prefigurarsi, quello di invitare lo spettatore a riflettere sulla propria condizione esistenziale, sul perché della sua presenza su questo mondo: per queste ragioni Federico Marchesini può e deve essere a pieno titolo considerato un Grande Maestro dei nostri giorni, in quanto ha pienamente compreso questa sua missione e per questo merita di essere conosciuto e ammirato da tutti.”

Ciao Federico, grazie per averci reso partecipi del tuo animo così buono e gentile.

La fine di un’Impero…del Sacro Romano Impero d’Occidente

Nel lontano 476 d.C, esattamente il 4 settembre fu definitamente scritta la parola “fine” sulla storia del Sacro Romano Impero d’Occidente.

Il tredicenne imperatore Romolo Augusto, infatti, fu deposto dal generale barbaro Odoacre che lo spedì in esilio nelle terre della Campania. Il trattamento a lui riservato, però, non fu dei peggiori: infatti al giovane fu assegnata una villa nel golfo di Baia (già residenza di Catullo) insieme ad una eredità di 6000 soldi d’oro annui.

In ogni caso Odoacre, però, non potrà mai reclamare per sé il titolo di imperatore (sebbene la cosa non sia nei suoi interessi); ben più ambito ormai è, infatti, il titolo di “patrizio”, mentre la porpora imperiale rimane più che mai svuotata del suo significato (indicativo il fatto che nei decenni precedenti gli imperatori d’occidente fossero stati nominati e detronizzati a piacimento da alcuni barbari come Ricimero)

Le insegne imperiali (composte da uno scettro, una toga ricamata in oro, un diadema, una corta spada ed il padulamentum, ovvero il manto di porpora) vengono spedite ad Oriente, cosicché l’Impero torni ad essere uno solo almeno nella formalità. Zenone, imperatore d’oriente, non ritiene necessario proclamare un nuovo sovrano d’occidente, conscio anche del fatto di non avere forze disponibili per gettarsi nella riconquista dei territori usurpati dai barbari. Inoltre è ancora presente un legittimo imperatore d’Occidente, ovvero Giulio Nepote (fatto uccidere poi nel 480 d.C.), il cui potere si estende però alla sola Dalmazia. L’assenteismo di Costantinopoli determina un esercizio di potere de facto di Odoacre, il quale pur non divenendo re d’Italia formalmente, controlla il territorio della penisola in vece dell’imperatore d’Oriente, grazie alle proprie truppe barbare. Egli verrà definito a volte re degli Eruli, degli Sciri e dei Rugi.

Il 4 settembre del 476 d.C., anche se è una data convenzionale con cui si indica arbitrariamente la fine dell’antichità, rimane una data importante: da qui infatti non si tornerà più indietro. L’Occidente rimarrà privo di un sovrano sino all’incoronazione di Carlo Magno del 800 d.C, dopo più di tre secoli e con Europa da un volto nettamente diverso rispetto all’epoca dei sovrani romani.

Vi manca il Sacro Romano Impero? Sappiate che all’Impero dobbiamo molto!

 

Un ladro si aggira nelle nostre strade…

Da domenica in prima serata su Italia 1 torna (in anteprima mondiale) uno degli sceneggiati d’animazione più noti e cari ai telespettatori di ogni età: Lupen III – L’avventura Italiana!

L’ultima avventura (quarta serie) del più famoso ladro gentiluomo al Mondo, infatti, è interamente ambientata in Italia e nella Repubblica di San Marino, dove sarà alle prese con la corruzione che regna nel mondo del calcio e della politica: questo nuovo capitolo segna un passo importante per la sua fama di ladro a caccia dei più bei tesori dell’umanità.

Lupin III debutta il 10 agosto 1967 sulle pagine di Weekly Manga Action, una rivista settimanale della Futabasha. Il suo autore è Kazuhiko Katō, un mangaka che diventerà famoso col nome d’arte di Monkey Punch. Katō non crea un personaggio ex novo, ma si rifà ad Arsenio Lupin, il protagonista dei racconti e romanzi di Maurice Leblanc, molto amato in Giappone. Il suo Lupin è, infatti, il nipote del celebre ladro gentiluomo.

Il tratto di Monkey Punch è fresco, dinamico e accattivante; le storie che crea sono molto avvincenti e già in linea con quello che Lupin III diverrà in futuro. Per le ricorrenti allusioni sessuali, il manga è rivolto a un pubblico adulto, più precisamente agli universitari. Ma, esattamente per lo stesso motivo, è tra i liceali che suscita il maggior entusiasmo. La prima serie cartacea di Lupin III prosegue sino al maggio 1969. Due anni dopo inizia la pubblicazione della serie “Shin bōken” (“Nuove avventure“), che prosegue fino all’aprile 1972. Le due serie saranno poi raccolte in un’unica edizione di tankōbon e quindi saranno considerate entrambe come la “prima serie” di Lupin III.

La produzione continua fino al 2013 quando è uscito sulla rivista “Shōnen Sunday Super” un manga diviso in tre capitoli intitolato “Rupan Sansei VS Meitantei Conan” (“Lupin III VS Detective Conan“), tratto dall’omonimo film animato per la televisione (2009) che funge da crossover con la serie Detective Conan di Gōshō Aoyama. Esso è disegnato, infatti, da Yutaka Abe e Denjirō Maru, autori anche di alcuni volumi di “Detective Conan Special Cases”, ed è pubblicato da Shogakukan, la casa editrice di “Detective Conan”, e non da Futabasha, quella di Lupin III.

In Italia la pubblicazione delle avventure di Lupin inizia nel 1994 per poi proseguire negli anni successivi: la differenza rispetto all’originale giapponese è legata soprattutto alla mancanza di alcuni episodi di ogni serie, che risultano, così, “tronche”.

Vi sono anche fumetti di Lupin III realizzati in Italia. La prima storia, intitolata “Alis Plaudo”, scritta dai Kappa Boys e disegnata da Monkey Punch, esce su Kappa Magazine nº 22 dell’aprile 1994. In seguito la Kappa Edizioni pubblica fumetti su Lupin III realizzati dai Kappa Boys e da altri autori italiani: il primo, intitolato Lupin III – Il violino degli Holmes è pubblicato nel novembre 1999, a cui segue una serie di 10 albi intitolata Lupin III Millennium, pubblicata fra il 2001 e il 2007.

E voi, siete pronti a seguirlo numerosi per le vie delle nostre città?

Intanto, nell’attesa, gustatevi la nuovissima colonna sonora cantata, in Italia, dal rapper Moreno insieme a Giorgio Vanni.

Tormentone 2015? Si grazie!

L’estate 2015 si sta avviando a conclusione: con la fine del mese di agosto si inizia a pensare alla nuova stagione che segna definitivamente la fine della grande parentesi estiva e la ripresa di ogni attività.

Ma ancora oggi si parla del tormentone estivo, colonna sonora di ogni estate! Ma quale è, o è stato, il tormentone di questa estate 2015?

Varie le proposte avanzate in risposta a questa domanda. Uno dei primi dati certi riguarda la canzone di Jovanotti “L’estate addosso” che è stata la più trasmessa alla radio (classifica EarOne), sbaragliando le altre hit in lizza e conquistando, così, il disco d’oro (e forse a breve anche quello di platino) oltre che l’estate 2015.

Ma non è stata l’unica canzone ad aver avuto successo: “Maria Salvador” di J-Ax è stata ad un passo dalla vittoria, mentre altri pezzi hanno goduto di fama mondiale come la hit  “El perdon” di Enrique Iglesias e Nicky Jam, non riuscendo, però, a raggiungere la vetta nel nostro Paese.

Assai apprezzate sono state anche “El mismo sol” di Alvaro Soler; “Buon Viaggio” di Cesare Cremonini; “Sugar” dei Maroon 5; “Cheerleader” di Omi; “Fuori c’è il sole” di Lorenzo Fragola; “Everityme” dei The Kolors.

E voi quale hit considerate la vostra colonna sonora di questa estate 2015?

Feriae Augusti

Anche quest’anno il Ferragosto è alle porte…vacanze, feste in spiaggia, fuochi d’artificio, insomma una festa che dura tutta la notte per festeggiare il 15 di agosto!

Ma quanti veramente sanno cosa si festeggia a Ferragosto? Facciamo un po’ di ordine.

La festività nota con il nome di “Ferragosto” risale all’antica Roma: infatti il termine deriva dalla locuzione latina feriae Augusti (letteralmente “il riposo di Augusto”), scelta dal Senato Romano in onore di Ottaviano Augusto, primo imperatore romano, da cui prende il nome lo stesso mese di agosto (prima detto sextilis).

Era un periodo di riposo e di festeggiamenti istituito dall’imperatore stesso nel 18 secolo a. C., che traeva origine dalla tradizione dei Consualia, feste che celebravano la fine dei lavori agricoli, dedicate a Conso che, nella religione romana, era il dio della terra e della fertilità. In tutto l’Impero si organizzavano feste e corse di cavalli, e gli animali da tiro, inutilizzati per i lavori nei campi, venivano adornati di fiori. Inoltre, era usanza che, in questi giorni, i contadini facessero gli auguri ai proprietari dei terreni, ricevendo in cambio una mancia.

Cola dell'Amatrice

Cola dell’Amatrice

Come da tradizione per la nascente religione cristiana, la ricorrenza fu poi assimilata dalla Chiesa cattolica (che poteva così utilizzare un “rito” già noto alle popolazioni, svuotandolo del suo significato pagano e colmandolo con quello cristiano): intorno al VII secolo, si iniziò a celebrare l’Assunzione di Maria, festività che fu fissata proprio il 15 agosto.

Tiziano

Tiziano

Il dogma dell’Assunzione fu proclamato però successivamente, il 1 novembre del 1950 da Papa Pio XII con la Costituzione Apostolica Munificentissimus Deus (Dio generosissimo): Pertanto, dopo avere innalzato ancora a Dio supplici istanze, e avere invocato la luce dello Spirito di Verità, a gloria di Dio onnipotente, che ha riversato in Maria Vergine la sua speciale benevolenza a onore del suo Figlio, Re immortale dei secoli e vincitore del peccato e della morte, a maggior gloria della sua augusta Madre e a gioia ed esultanza di tutta la Chiesa, per l’autorità di nostro Signore Gesù Cristo, dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e Nostra, pronunziamo, dichiariamo e definiamo essere dogma da Dio rivelato che: l’Immacolata Madre di Dio sempre Vergine Maria, terminato il corso della vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo. Perciò, se alcuno, che Dio non voglia, osasse negare o porre in dubbio volontariamente ciò che da Noi è stato definito, sappia che è venuto meno alla fede divina e cattolica.”
Con queste parole il Papa sancisce l’Assunzione della Vergine in Cielo, in anima e corpo, alla fine della sua vita terrena.

Nasce così la festività dell’Assunzione della Vergine, meglio nota come Ferragosto, che oggi ha assunto anche connotazioni prettamente laiche, sul solco, però, della tradizione cristiana.

E ora non vi resta che festeggiare, domani, come meglio credete! Grillintesta vi augura buon ferragosto e se vorrete lasciare un commento o mettere un “mi piace” non potete che farci contenti!